CODICI: SODDISFAZIONE PER CONDANNA DON LIBRIZZI

CODICI: SODDISFAZIONE PER CONDANNA DON LIBRIZZI

Padre-Librizzi

Nove anni di reclusione. E’ questa la condanna comminata a don Sergio Librizzi, ex direttore della Caritas di Trapani, sotto processo per i reati di concussione e violenza sessuale ripetuta a danni di migranti. Secondo quanto emerso dalla risultanze processuali, il Librizzi nella qualità di componente della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato politico, promettendo agevolazioni nell’iter giuridico per l’ottenimento dello status, otteneva dai migranti favori sessuali. La sentenza è stata accolta con soddisfazione dall’associazione CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino- parte civile nel processo e rappresentata in aula dall’Avv. Giovanni Crimi del Foro di Marsala. ” Grazie alle testimonianze coraggiose delle vittime e all’accurata attività di indagine svolta dalle forze dell’ordine, si è riusciti ad assicurare alla giustizia un vero e proprio mostro che senza alcuna umanità e forte della propria posizione di potere ha abusato di soggetti deboli ed indifesi. Condividiamo pertanto in pieno la sentenza e siamo convinti che reati così odiosi debbano essere puniti con pene esemplari” Lo hanno affermato Ivano Giacomelli e Manfredi Zammataro rispettivamente Segretario Nazionale e Regionale del CODICI  

LA NOTA DI CODICI SUI 21 ARRESTI DI PALERMO

LA NOTA DI CODICI SUI 21 ARRESTI DI PALERMO

ros“Stamattina Palermo si è svegliata con l’aria profumata di libertà. La stessa libertà che da oggi gli imprenditori che si sono ribellati al pizzo possono iniziare finalmente a riassaporare.
Il nostro grazie va ai Carabinieri e alla Procura di Palermo per l’importante operazione portata a termine oggi che ha consentito di sferrare un altro imponente colpo alla mafia e al business delle estorsioni. Il dato importante inoltre è che questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie alla denuncia delle vittime, dimostrazione questa che quando si denuncia e collabora con le Istituzioni la risposta dello Stato non si fa attendere”. Lo afferma in una nota l’Associazione Nazionale “CODICI  -Centro per i Diritti del Cittadino” in merito all’ imponente operazione antimafia di oggi.

Annullata mega bolletta pazza di Enel Energia da 13.000 euro per somme prescritte e non dovute grazie a CODICI

Annullata mega bolletta pazza di Enel Energia da 13.000 euro per somme prescritte e non dovute grazie a CODICI

bollette-pazzeUna mega-bolletta pazza di Enel Energia è stata annullata pochi giorni fa ad una imprenditrice in provincia di Catania. Abnorme era stata la richiesta che l’utente si era vista recapitare da parte di Enel Energia: una fattura da 13.000 euro di conguaglio su consumi presunti. Il gestore dell’energia pretendeva inoltre il pagamento immediato dell’importo minacciando in caso contrario che avrebbe sospeso la fornitura, con evidente danno all’attività commerciale dell’utente.

La professionista fortunatamente ha fiutato puzza di bruciato e intuendo che qualcosa non andava, si è rivolta all’associazione CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino – che ha rilevato, dopo un’attenta lettura della documentazione, macroscopiche irregolarità effettuate da Enel Energia nel ricalcolo dei consumi: tra queste vi erano, richieste di somme già prescritte e fatturazioni non previste nel contratto.

Alla fine a vincere su tutta le linea è stata l’utente difesa dai legali del CODICI che hanno costretto Enel Energia non solo ad annullare la mega bolletta pazza da 13.000 euro ma addirittura il colosso dell’energia elettrica ha dovuto restituire all’utente circa 3.000 euro di somme che la stessa aveva versato negli anni in eccedenza.

‘Sono sempre più numerose le famiglie e le imprese che si rivolgono alla nostra associazione perchè  ricevono bollette incomprensibili e del tutto illegittime, sulle quali vengono addebitati consumi presunti (spesso prescritti) e sulle quali grava un forte carico fiscale – dichiara Manfredi Zammataro segretario regionale del CODICI – Dieci giorni fa la Camera  ha approvato la mozione che blocca i pagamenti di centinaia di maxi bollette con conguagli illegittimi, basati su consumi stimati, ma ora deve essere il Governo ad assumere iniziative che obblighino i venditori di energia a leggere i contatori almeno una volta all’anno.  In attesa che le Istituzioni si muovano per risolvere definitivamente quest’autentica vessazione contro i consumatori – conclude Zammataro- CODICI continuerà a tutelare gli utenti attraverso il proprio Sportello Energia contattabile al numero 320.2281052

CODICI: SODDISFAZIONE PER CONDANNA DON LIBRIZZI

Concussione e violenza sessuale Condanna a 9 anni per don Librizzi! CODICI era parte civile nel processo

Padre-LibrizziTRAPANI – Condanna a nove anni per don Sergio Librizzi, l’ex direttore della Caritas di Trapani accusato di concussione e violenza sessuale. La sentenza è stata emessa nel pomeriggio dal gup Antonio Cavasino. Nel corso della sua requisitoria il pm Tarondo aveva chiesto per don Librizzi una condanna a 10 anni, mentre l’avvocato di don Librizzi, Donatella Buscaino, aveva chiesto l’assoluzione.

Il sacerdote, arrestato nel giugno dello scorso anno dalla sezione di pg della forestale, avrebbe preteso prestazioni sessuali in cambio del riconoscimento dello status di rifugiato politico. Librizzi, infatti, era membro della commissione territoriale chiamata ad esaminare le richieste degli immigrati. Ad inchiodarlo le “cimici” collocate nella sua automobile che hanno registrato 8 casi di rapporti con i giovani immigrati.

fonte: www.livesicilia.it

RICHIESTA ALLA BANCA D’ITALIA LA COMPLETA E DEFINITIVA ATTUAZIONE DEL DIVIETO DI ANATOCISMO

RICHIESTA ALLA BANCA D’ITALIA LA COMPLETA E DEFINITIVA ATTUAZIONE DEL DIVIETO DI ANATOCISMO

Dodici associazioni di consumatori – Adusbef, Asso-Consum, Cittadinanzattiva, Codacons, CTCU, Federazione Confconsumatori-ACP, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Rete Consumatori Italia (Assoutenti, Codici e Casa del Consumatore) – hanno presentato alla Banca d’Italia un documento con commenti, proposte e richieste di modifica alla bozza di delibera del CICR, attuativa del nuovo articolo 120 t.u.b. che dal 1° gennaio 2014 vieta l’anatocismo nei rapporti bancari.

La delibera del CICR, secondo le associazioni, deve adottare le soluzioni che confermino il divieto di anatocismo nei rapporti bancari. Il divieto oramai rappresenta un punto fermo cui il CICR si deve adeguare, e la delibera deve fornire un quadro giuridico stabile che non consenta alle banche facili scappatoie innescando un contenzioso di massa che sarebbe dannoso per tutto il sistema. Il ritardo con il quale è stata presentata la proposta di delibera ha certamente alimentato comportamenti elusivi di tutte le banche che devono cessare immediatamente ed essere sanzionati. Le associazioni chiedono che vengano confermati:

– il divieto di anatocismo, così come interpretato dalla giurisprudenza;

– la contabilizzazione annuale degli interessi;

– la previsione del termine minimo di 60 giorni per il pagamento.

Deve quindi cessare l’anatocismo automatico e preventivamente pattuito che rappresenta un ostacolo alla trasparenza dei mercati e un moltiplicatore del debito da interessi. Alcune proposte presenti nella bozza di delibera sono illegittime e/o inopportune e richiedono una modifica:

– deve essere esplicitato che l’intera delibera si applica anche agli interessi di mora;

– le eventuali convenzioni per l’addebito sul conto degli interessi non pagati devono essere successive di sei mesi al momento in cui gli interessi sono divenuti esigibili, devono essere redatte in forma scritta e accompagnate da specifici obblighi informativi;

– le autorizzazioni a imputare le nuove rimesse a pagamento degli interessi nei conti affidati devono essere successive di sei mesi al momento in cui sorge l’obbligo di pagamento degli interessi;

– è necessario esplicitare che le sole nuove norme della delibera (contabilizzazione annuale, termine di esigibilità, ecc.) entreranno in vigore dal 2016, in quanto il divieto di anatocismo è invece vigente dal 1° gennaio 2014.

Dopo oltre 15 anni di contrapposizioni tra il legislatore e la giurisprudenza e dopo anni di un esteso contenzioso, le associazioni auspicano che il CICR voglia adottare le modifiche proposte che potranno delineare finalmente un quadro regolamentare stabile e conforme alla decisione politica di vietare l’anatocismo bancario.

FONTE:

http://www.spazioconsumatori.tv/comunicati-stampa/item/848-la-richiesta-di-12-associazioni-di-consumatori-alla-banca-d-italia