da staff | Ott 30, 2015 | Senza categoria
L’ Associazione è un Organizzazione non lucrativa di utilità sociale, ONLUS, il cui scopo è quello di intraprendere ogni attività culturale, politica e giuridica tesa alla promozione, all’attuazione e alla tutela dei diritti del cittadino. Riconosciuta presso il Ministero delle Attività Produttive, promuove e favorisce una politica di tutela e di informazione in favore dei consumatori. È Associazione nazionale antiusura e antiracket, riconosciuta dal Ministero dell’Interno e si prodiga nell’assistenza e solidarietà ai soggetti danneggiati da attività estorsive e dall’usura.
L’associazione, oltre alla sede ufficiale, aprirà uno sportello di ascolto diretto a cui i cittadini potranno rivolgersi per segnalare ogni tipo di disservizio, dalle bollette pazze a casi di malasanità, a truffe, a casi di usura, o anatocismo bancario o comunque ogni disservizio che leda i diritti del cittadino. A comporre il consiglio direttivo saranno Roberta Germanà, Agata Di Seri, Eleonora Balzo, Dino Vullo, Calogero Gioia e Nino Cammarata. “Uno degli argomenti che intenderemo affrontare – affermano i soci- fin da subito, è la questione sanità; a breve presenteremo un dossier che riguarda i tempi di attesa per gli esami clinici nella Provincia di Enna, e in un momento in cui si paventa la chiusura di diversi ospedali, tra cui il “Chiello” di Piazza Armerina, certamente potremo fornire ulteriori elementi di riflessioni a chi fino ad oggi è apparso “distratto e frettoloso” sulla questione. L’associazione CODICI di Piazza Armerina sarà presente alla manifestazione contro la chiusura dell’ospedale che si terrà venerdi 30 novembre e in ogni ulteriore azione a tutela del diritto alla salute”.
da staff | Ott 29, 2015 | Senza categoria
Valeria Lembo, 34 anni, fu uccisa da una dose letale di un medicinale chemioterapico la Vinblastina, somministrata in misura dieci volte superiore rispetto al quantitativo idoneo (90 milligrammi anziché 9), al Policlinico di Palermo.
Le persone coinvolte sono le seguenti : Palmieri Sergio, Alberto Bongiovanni, Laura Di Noto, Gioacchino Mancuso, Clotilde Guarnaccia, Elena Demma, la negligenza, superficialità e imprudenza dell’ operato delle suddette persone, ha portato al triste evento.
Codici chiede la condanna per tutti gli imputati e ritira la costituzione Parte Civile nei confronti di Gioacchino Mancuso, in quanto era semplicemente il “dattiloscrittore” delle prescrizioni interne, che poi da “prassi” dovevano essere supervisionate e firmate dagli specializzandi ( invece che dal primario o dai medici interni ).
“ La nomina a primario di Palmeri, poco dopo i fatti, stride sensibilmente con quanto avvenuto, e dire semplicemente stride, è solo un atto di buona educazione nei confronti del lettore” concludono Ivano Giacomelli e Manfredi Zammataro, Segretario Nazionale e Regionale di Codici
da staff | Ott 28, 2015 | Senza categoria
“Apprendiamo con stupore della scelta del governo inglese prima e di quello italiano dopo di ritirare il certificato di conformità per alcuni prodotti realizzati dalla nota ed importante azienda brasiliana SILIMED,colosso industriale in materia di protesi e materiali per uso medico. La comunicazione della sospensione temporanea è stata data dall’autorità tedesca Zlg (Autorità centrale dei Laender per la salute, i farmaci e prodotti sanitari) che ha informato tutte le autorità competenti dell’Unione europea circa la sospensione del certificato CE per i dispositivi medici prodotti dalla Silimed. Secondo quanto rilevato dal TUV infatti la scelta di revocare il certificato di conformità sarebbe nata proprio dall’aver riscontrato la presenza di residui di materiale non previsto sulla superficie di alcuni prodotti che pertanto non possono più definirsi conformi alla direttiva Europea 93/42/EEC”.
Lo afferma in una nota il segretario regionale del CODICI –Centro per i Diritti del Cittadino- Manfredi Zammataro.
“E’ indubbio –prosegue Zammataro- che tale situazione ci allarma parecchio perché si tratta di prodotti utilizzati per svariate tipologie di interventi chirurgici e che pertanto potenzialmente potrebbero essere stati utilizzati su svariate migliaia di pazienti siciliani.
Ad oggi infatti i dispositivi per i quali è stato sospeso il certificato sono:
- Impianti di silicone per chirurgia plastica: impianti mammari, pettorali, dei glutei, dei polpacci, per la chirurgia della mano, facciali, del naso, espansori tissutali, fogli in silicone con rinforzo per la chirurgia della mammella.
- Chirurgia bariatrica: bendaggi gastrici e palloncini.
- Impianti per urologia: impianti dei testicoli, del pene, conformatori vescicali, costrittori periuretali, tubi per ipospadia, stent vaginali
- Impianti di silicone per chirurgia generale.
- Dispositivi per misurazione di impianti di silicone.
Noi – conclude Zammataro – vogliamo vederci chiaro in questa vicenda e quindi, in attesa che il Ministero della Salute concluda gli accertamenti per stabilire se ci siano rischi per la salute, come associazione a tutela del diritto alla salute dei cittadini e degli utenti, depositeremo un esposto indirizzato a tutte le Procure della Repubblica della Sicilia e contestualmente invieremo una istanza di accesso agli atti indirizzata ai vari ospedali siciliani per conoscere il numero di pazienti a cui sono stati impiantati tali materiali.
Intanto invitiamo coloro che hanno avuto impiantati prodotti realizzati dalla SILIMED a mettersi in contatto con la nostra associazione per raccontare la propria storia telefonando al numero 320.2281052 o scrivendo asportellocodici.catania@gmail.com
da staff | Ott 24, 2015 | Senza categoria
I telefoni dell’associazione CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino- nelle ultime ore sono stati presi d’assalto: diversi utenti infatti hanno denunciato la situazione estenuante che stanno vivendo nell’aereoporto di Fontanarossa a Catania. Le segnalazioni riguardano un ritardo prolungato sul volo FR4851 Catania-Roma operato da Ryanair.
CODICI condanna duramente tale comportamento del tutto irrispettoso nei confronti dei tanti passeggeri, molti dei quali costretti a viaggiare per motivi di lavoro e di salute.
Per tale ragione, il CODICI sta preparando un esposto da inviare all’Enac per chiedere spiegazioni su quanto accaduto e ricorda che i passeggeri hanno diritto al rimborso integrale del costo del biglietto o in alternativa, alla protezione in altri voli. Oltre a un indennizzo economico se l’orario di atterraggio supera di tre ore quello previsto. In caso di ritardo è diritto del passeggero avere assistenza, alloggio e pasti, anche successivamente rimborsabili. Invitiamo coloro che ritengono aver subito danni a contattare, lo Sportello del Viaggiatore di Codici al numero 3202281052. Lo afferma in una nota l’Associazione CODICI- Centro per i Diritti del Cittadino-
da staff | Ott 22, 2015 | Senza categoria
Secondo l’Istat, in Italia, su 10 matrimoni tre finiscono con una separazione. Dietro i numeri ci sono i drammi vissuti da famiglie spezzate: l’incomunicabilità costringe i coniugi a stare lontani e a trovare due tetti distinti. I costi per un’operazione del genere ovviamente non sono bassi e a farne le spese sono soprattutto gli uomini visto che in caso di figli minori persiste un anacronistico approccio culturale che vede la madre al centro del processo genitoriale.
Il principio di bi-genitorialità è il principio etico in base al quale un bambino ha una legittima aspirazione, ed un legittimo diritto a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori, anche nel caso questi siano separati o divorziati”. La “bi-genitorialità” è un principio consolidato da tempo in altri ordinamenti europei ed è presente anche nella “Convenzione sui diritti dei fanciulli” sottoscritta a New York il 20.11.1989 e resa esecutiva in Italia con L. 176 del 1991. In Italia, la legge 54/2006, riconosce il principio della bi-genitorialità attraverso l’affido condiviso, per i figli di coppie separate anche non sposate. L’art. 337 ter del Codice Civile dice testualmente Il figlio minore ha il diritto di mantenere il rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare i rapporti significativi con gli ascendenti e con i propri parenti di ciascun ramo genitoriale.
La bi-genitorialità ancora oggi è una mera affermazione di principio quasi del tutto inapplicata senza sufficienti tutele per il rispetto del suo stesso principio fondamentale ovvero il legittimo diritto DEI FIGLI a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori.
La lentezza dei processi per le cause di separazione accentua i dissapori e segna ferite sia per gli adulti sia per i minori. I Tribunali dimostrano spesso una eccessiva prudenza nell’assumere le decisioni. Le lunghe attese fra un’udienza e l’altra permettono ai genitori di lanciare accuse di violenza o infamie completamente infondate pur di allontanare i figli dall’altro genitore completamente infangato”.
La nostra Regione non è incolume da queste situazioni. Basta dare un’occhiata agli ultimi dati Istat, aggiornati al 2012, riguardanti l’affidamento dei figli in caso di separazione. In Sicilia l’affidamento dei figli è:
– condiviso nel 74,3% dei casi
– dato solo alla madre nel 22,5% dei casi
– dato solo al padre nello 2,5% dei casi
“Agli sportelli del CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino- si sono rivolti già numerosi genitori che lamentano situazioni di sofferenza, mettendo in evidenza come l’utilizzo strumentale delle procedure di separazione, la lentezza dei procedimenti, l’eccessiva prudenza dei Tribunali e la mancanza di sanzioni verso comportamenti scorretti ed infamanti di un genitore verso l’altro, sono spesso utilizzati come strumenti per esercitare indebite pressioni verso il genitore più debole. Dalle loro storie abbiamo avuto lo stimolo a lanciare lo sportello “Voglio Papà” con cui, oltre ad offrire assistenza, si vuole avviare una stagione processuale a difesa del sana e corretta applicazione del principio etico legale di bi- genitorialità. Molti raccontano storie crude in cui oltre alle difficoltà economiche c’è il rifiuto da parte dell’ex partner a permettere la frequentazione dei figli o addirittura ad esercitare sui medesimi indebite pressioni per screditare il ruolo e la figura dell’altro genitore.
Gli ex coniugi spesso intentano un gioco al massacro senza esclusione di colpi. Ma in Italia mancano sanzioni efficaci contro coloro che rovinano la reputazione tramite calunnie. La nostra associazione tramite la campagna Voglio papà vuole evidenziare questi temi e dare assistenza a coloro che si ritengono le vittime. Sono già partite due cause pilota sul Tribunale di Roma e altre ne seguiranno in altri Fori, in cui verrà richiesto il risarcimento del danno endofamiliare, vale a dire per le sofferenze psicofisiche subite dal genitore perché il figlio o la figlia lo rifiutano”, dichiarano Ivano Giacomelli e Manfredi Zammataro, rispettivamente Segretario Nazionale e Regionale di CODICI – Centro per i Diritti del Cittadino”, .
Le associazioni dei consumatori metteranno a disposizione gli sportelli del CODICI per dare assistenza a tutti quei genitori vittime della PAS ( sindrome di alienazione parentale, descritta per la prima volta dallo psicologo statunitense Richard Gardner negli anni ’80), per promuovere la definitiva affermazione di un principio di giustizia fondamentale.
Per maggiori informazioni si può contattare ill numero dedicato 320.2281052 o andare sul sito www.codici.org o www.codicisicilia.comoppure scrivere la propria storia a: sportellocodici.catania@gmail.comper essere ricontattati.