da staff | Set 17, 2015 | Senza categoria
Adottare, su tutto il territorio regionale, regolamenti comunali che prevedano agevolazioni per le vittime dei reati di estorsione e di usura. Questa la campagna lanciata dall’associazione Co.di.ci. – Centro per i Diritti del Cittadino. “Anche in provincia di Trapani – commenta il segretario regionale Manfredi Zammataro – non possiamo non lanciare questa proposta nei confronti delle amministrazioni comunali accolta, già tre anni fa, dal Consiglio comunale di Catania”. Imprenditori, commercianti, artigiani e liberi professionisti potranno essere essere esentati totalmente dal pagamento dell’Imu, della Tosap, della Tasi, dell’imposta comunale sulla pubblicità e dall’imposta sui canoni idrici (laddove di competenza del Comune) per cinque anni, a decorrere dal momento della richiesta dell’interessato e previa verifica della sussistenza dei presupposti previsti.
Il fine è quello di concedere misure premiali e di concreta convenienza economica a favore di chi si oppone al racket e all’usura.
“Potrà usufruire di tale beneficio – precisa il segretario trapanese di Co.di.ci. Vincenzo Maltese – la persona fisica che avrà contribuito con notizia di reato, denuncia o querela, fornendo quindi elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti, all’individuazione degli autori delle richieste estorsive e/o usuraie. La richiesta – secondo la nostra proposta – dovrà essere corredata di idonea documentazione comprovante i requisiti e andrà inoltrata al sindaco con richiesta di sospensione immediata di tutti i tributi locali iscritti a ruolo e dovuti dalla vittima”. Il richiedente non deve essere sottoposto a misure di prevenzione né essere destinatario di provvedimenti che dispongono divieti, decadenze o sospensioni. Nel caso si accertino comportamenti contrastanti rispetto alle condizioni richieste per ottenere il beneficio l’amministrazione comunale potrà revocarlo attivandosi per recuperare tutte le imposte dovute”.
da staff | Set 17, 2015 | Senza categoria
L’Associazione Codici – Centro per i Diritti del Cittadino, si propone di avviare su tutto il territorio regionale l’approvazione di regolamenti comunali che prevedano agevolazioni in favore delle vittime dei reati di estorsione e di usura.
Anche in provincia di Enna quindi non possiamo non lanciare questa proposta nei confronti delle amministrazioni comunali – commenta Manfredi Zammataro, Segretraio regionale di Co.Di.Ci. Sicilia, tra i promotori del medesimo regolamento poi approvato tre anni fa dal Consiglio comunale di Catania. Tali soggetti esercenti attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o i liberi professionisti, potranno essere essere esentati totalmente dal pagamento dell’Imposta Municipale Propria (Imu), dalla tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Tosap), dalla tassa sui servizi indivisibili (Tasi), dall’imposta comunale sulla pubblicità (Icp), e dall’imposta sui canoni idrici (addove di competenza del Comune). L’agevolazione –prosegue Zammataro, potrà avere una durata di cinque anni, a decorrere dal momento della richiesta dell’interessato e previa verifica della sussistenza dei presupposti previsti.
Il fine è quello di concedere misure premiali e di concrete convenienze economiche a favore di chi si oppone al racket e all’usura rendendo, per contro, penalizzante l’acquiescenza alla criminalità organizzata.
“Potrà beneficiare di tale beneficio – precisa Loredana Aneli, Segretario di Codici Nicosia- la persona fisica che avrà contribuito con notizia di reato, denuncia o querela, fornendo quindi elementi decisivi per la ricostruzione dei fatti, alla individuazione degli autori delle richieste estorsive e/o usuraie. La richiesta, corredata di idonea documentazione comprovante i requisiti di cui sopra va inoltrata al Sindaco con richiesta di sospensione immediata di tutti i tributi locali iscritti a ruolo e dovuti dalla vittima. Inoltre l’istante non deve essere sottoposto a misure di prevenzione né deve essere destinatario di provvedimenti che dispongono divieti, decadenze o sospensioni.
Nel caso di accertato comportamento contrastante rispetto alle condizioni richieste per ottenere tale beneficio l’amministrazione comunale potrà revocare il beneficio attivandosi per recuperare tutte le imposte dovute.
da staff | Set 9, 2015 | Senza categoria
Si riaccendono i riflettori su uno dei settori più difficili: l’inquinamento e i pericoli per la salute dei cittadini. La denuncia da parte degli abitanti del quartiere per la piattaforma polifunzionale di Contrada Codavolpe non è servita a nulla e addirittura si è pensato bene di realizzare un nuovo impianto di biostabilizzazione a 500 metri da questa
In Sicilia, purtroppo, sulla gestione dei rifiuti pesa la presenza di speculazioni e speculatori. Come affermato tempo fa dal M5S si tratta di un “sistema al collasso, messo su a uso e consumo di chi deve lucrarci”.
Il sistema dei rifiuti è basato sulle discariche, talvolta private. Per cui, mentre in altre parti del mondo i rifiuti sono una risorsa e vengono in buona parte riciclati, da noi vengono seppelliti nelle varie discariche- che spesso non rispettano le normative ambientali- e costituiscono un serio problema per i cittadini e per l’ambiente intero.
Uno dei danni che le discariche provocano è legato alla perdita di percolato, liquido che si origina in prevalenza dall’infiltrazione di acqua nella massa dei rifiuti o dalla decomposizione degli stessi rifiuti e che quindi contiene sostanze altamente inquinanti. Per legge, infatti, il percolato deve essere captato ed opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti autorizzati allo smaltimento di rifiuti liquidi.
Non è passato molto da quando ci siamo occupati della Sicula Trasporti Srl che qualche anno fa ha dato disponibilità alla Regione Sicilia per ricevere e smaltire, presso il suo vasto comprensorio industriale ubicato in Contrada Codavolpe, tutti i rifiuti prodotti dagli enti che avevano difficoltà a conferire presso altri impianti, provocando seri danni agli abitanti della zona.
Avevamo sentito diversi abitanti del quartiere. Tutti continuano a lamentare il forte e acre odore dovuto alla continua diffusione delle sostanze che spesso provoca bruciore agli occhi, sensazioni di nausea e molte volte vomito. Oltre a ciò, la discarica produce continui rumori causati dai macchinari predisposti per la trasformazione del materiale di scarto.
Tutto questo ha spinto gli abitanti della zona a firmare una petizione e inviare al Sindaco Bianco, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e all’Assessorato regionale Territorio e Ambiente di Palermo un esposto/denuncia per sottolineare i problemi creati dall’impianto meccanico di trattamento biologico.
La denuncia non è servita assolutamente a nulla e addirittura , come se non bastasse, gli stessi abitanti, che da circa tre anni lamentano condizioni disastrose, assistono da qualche tempo alla “nascita” di un altro impianto.
Infatti, in prossimità della collina di San Demetrio, vicinissima alla discarica di Contrada Codavolpe (che sorge già vicino a Riserve Naturali e Siti di importanza Comunitaria) e soprattutto a circa 500 metri da una scuola elementare, media e asilo e dalla chiesa S. Maria di Nazareth, sta “prendendo forma” un nuovo impianto di biostabilizzazione di proprietà della Biomedi S.r.l.
“Chiediamo che vengano immediatamente revocate le autorizzazioni per grave impatto ambientale – ci dice un membro del Comitato per la Vivibilita’, Tutela e Salute di Codavolpe/Vaccarizzo (sorto a gennaio di quest’anno per dar voce a tutte le famiglie disperate)- in quanto la nuova discarica nasce su un pendio a fronte mare ,sovrastante un’ampia zona residenziale che ospita oltre diecimila abitanti già provati dai tre anni di attività’ dell’impianto di proprietà’ della Sicula Trasporti”.
Il Comitato, il 3 settembre, ha inviato un esposto al Dipartimento ambiente Regione, all’ Assessorato salute Regione, alla Provincia Regionale di Catania, all’Asp igiene e sanita’ e ai Carabinieri NOE per denunciare l’accaduto. Ma purtoppo ancora non ha ricevuto alcuna risposta.
“Abbiamo più volto chiesto aiuto non solo all’ amministrazione ma anche alle forze pubbliche, ma nessuno ha mai fatto qualcosa per noi. Ogni volta che lamentiamo la nostra situazione pare che tutti cadano dalle nuvole. Noi – continua-siamo stanchi del fetore acido degli impianti esistenti che ci stanno uccidendo sia fisicamente che moralmente e dei quali abbiamo già chiesto la chiusura. Siamo sempre stati soli e non possiamo sopportare altro inquinamento”..
Inoltre, circa un mese fa, lo stesso Comitato per la vivibilita’, tutela e salute di Codavolpe/Vaccarizzo, si è rivolto all’assessore Rosario D’Agata, che si era detto disponibile ad impegnarsi e pronto a dare una mano in qualsiasi modo. Ma anche in questo caso solo parole e nulla di fatto.
“Vogliamo ringraziare l’assessore, il quale nel corso dell’ultima riunione ci aveva assicurato che avrebbe fatto di tutto per ridurre il nostro problema- prosegue e conclude il membro del Comitato -ed invece ecco che sbuca dal nulla un nuovo impianto? Tutto questo è veramente incredibile”.
Un grido disperato quello degli abitanti del quartiere che da anni, purtroppo, non si sentono ascoltati e creduti. Ancora oggi, le varie famiglie- che attraverso il Comitato cercano ogni giorno di informare gli enti pubblici di ciò che accade-aspettano una risposta e un intervento da parte dell’amministrazione.
da staff | Ago 22, 2015 | Senza categoria
CATANIA – Continua la querelle fatta di botta e risposta tra l’associazione nazionale dei Consumatori Codici- Centro per i diritti del Cittadino e l’Anas Sicilia sul tema della messa in sicurezza delle gallerie completamente al buio e delle colonnine sos guaste sul tratto autostradale Catania- Siracusa.
L’associazione il 14 agosto aveva infatti inviato una missiva a firma del proprio presidente isolano Manfredi Zammataro con la quale denunciava lo stato di degrado ed abbandono in cui versa l’autostrada Catania – Siracusa a causa dell’assenza di illuminazione delle gallerie e della presenza delle colonnine sos guaste, circostanze queste che quotidianamente mettono in pericolo l’incolumità dei tanti utenti della strada.
Zammataro nella sua lettera ha diffidato formalmente l’ente gestore del tratto autostradale in questione a porre in essere interventi immediati e mirati volti ad eliminare tali situazioni di pericolo.
Il 18 agosto gli uffici dell’Anas hanno comunicato a Codici di aver preso in gestione la diffida impegnandosi a trasmettere gli atti alla sezione dell’Anas competente territorialmente.
Zammataro, prendendo atto della risposta, ha quindi comunicato all’Anas che in caso di inerzia, trascorsi 15 giorni dalla loro risposta, si sarebbe recato in Procura per denunciare penalmente l’accaduto.
Ieri è arrivata formalmente la risposta definitiva dell’Anas che comunica che “dalla fine della prossima settimana è previsto il concreto avvio degli interventi di messa in sicurezza del tratto autostradale per un importo di euro 1,1 milioni di euro”.
Piena soddisfazione è stata espressa dal segretario regionale Manfredi Zammataro secondo il quale “la nostra denuncia ha smosso le acque e posto i riflettori su una situazione che era davvero inaccettabile. Siamo contenti dell’impegno formale preso da Anas. Per quanto ci riguarda però, da adesso a vigileremo che i tempi siano rispettati”.